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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

COME UTENTI A CAVALCIONI DEL GIOCO

  anelabile coscienza. come un salto evolutivo di un vivente artificiale: di costui fa parte anche l'aliquota umana di chi ignora il culto dell'arte. Il "sistema-mercato" associato a questo culto, può fare a meno dei propri attori: fa da sé. Di quegli attori con il ruolo di immettere denaro: sempre presenti, ma finalmente svelabili COME UTENTI A CAVALCIONI DEL GIOCO

commentYtub

  notate: ..al minuto 20:18 del video, la voce dice <...vivono per ciò che è appeso>... Contestualizzate voi stessi e ditemi se non è uno splendido esempio di lapsus freudiano. Di poco freudiano ha il fatto di essere perfettamente coerente con il contesto: conferma ed evidenzia la tesi sostenuta dal video stesso. Se sia stato voluto o meno non ha importanza: c'è comunque la splendida descrizione di un fenomeno. Voglio che la mia nota non sia scambiata per cattivo sarcasmo. (p.s. sono del tutto imparziale: molte cose si trovano appese ai corpi -sia maschili che femminili.

daGPT.a

 quindi il terzo riquadro può far ripartire il percorso dei tre riquadri, e l'energia cade in loop nel complesso. Quindi se si trattasse di un complesso di inferiorità o di superiorità, il soggetto complessato tenderebbe ad interpretare le proprie esperienze attribuendo valori di ruolo-superiore o ruolo-inferiore, e così via -disponendo mentalmente le cose in modo da far scorrere la propria energia attraverso lo schema che ha automaticamente approntato (per trascorrere l'esperienza. Tale esperienza può essere di quelle lunghe o di quelle brevi: un attimo o un giorno o una battuta verbale o un ...) Esatto. Hai centrato perfettamente la natura ricorsiva del complesso. 🔁 Il circuito si auto-alimenta Il terzo riquadro (l’esito) non è una fine: è un rinforzo del complesso , perché conferma la sua lente interpretativa. L’esperienza viene filtrata → genera una reazione coerente col complesso → produce un esito che conferma la visione del complesso → il complesso si raffo...

daGPT

 un COMPLESSO è il vizio di farcadere le proprie energie in un CIRCUITO ENERGETICO  archetipico e fatale. vero? La frase che citi contiene un fondo di intuizione , ma non è corretta così com’è — quantomeno dal punto di vista psicologico. In psicologia analitica (Jung): Un complesso è un “nucleo emotivo” inconscio, formato da ricordi, immagini e significati che ruotano attorno a un tema (ad es. il complesso materno, il complesso d’inferiorità…). Non è un “vizio”, né un errore della volontà. Nasce da esperienze emotive forti e diventa autonomo, cioè attiva reazioni automatiche e talvolta irrazionali. Un complesso ha energia psichica e, quando si attiva, può effettivamente “catturare” la nostra energia mentale ed emotiva. Può essere influenzato da componenti archetipiche (cioè schemi universali dell’esperienza umana), ma non è per forza “fatale” o distruttivo. Quindi potremmo dire in modo più preciso: Un complesso è un centro emotivo-autonomo della psiche che pu...

forumAWN

  se questo forum è vuoto, se la formazione <obbligatoria> è stata configurata come un adempimento coercitivo …, etc., significa che la professione è dura e poco soddisfacente -per i più. Evidentemente non c’è senso di appartenenza ad una categoria ed inoltre non può esserci entusiasmo nel seguire una linea di interesse per la formazione personale. Chissà se in futuro l’attività di formazione personale diventerà una gratificante abitudine dell’architetto qualunque -e se trovi facilissimo integrare il carico lavorativo al carico formativo…

commentLinkedn

  nell'immagine vediamo un "braccio meccanico a controllo numerico" (antesignano del fantomatico robot -...ormai senziente ...😁 !? ) alle prese con il suo marmo. Tipico modo di intendere la scultura in marmo: la meccanicizzazione artigianale che viene posta come garanzia tecnica dell'instaurazione -(...in barba al Buonarroti!... 😡). Ebbene si: l'Arte esige un dispendio energetico notevole (in termini di "forza-lavoro" umana) -quando si tratta di eseguire alcune delle famose tecniche gravose. Ebbene dall' "operaio meccanicizzato" (ancora "bio-umano" o già di metallo e polimeri) fino all' "operaio automatico interattivo (dal comportamento ancora deterministico o già probabilistico) si percorrono secoli di storia dell'Arte. Nella storia che stiamo or ora costruendo, pare definirsi una domanda che forse verrà ricordata...anche se formulabile in molte vesti, spazzando tra le menti -la domanda produce un nodo, in fondo...