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#psicologia dell'abitare

  oggi dal mio browser, laconicamente condizionato dal mio feedback, affiora un accenno a "ciò che deve essere chiamato PSICOLOGIA DELL'ABITARE". Spesso siamo informati di fatti e supposizioni che -RIDOTTI AL VERO, gettano luce sul rapporto che l'umano intrattiene con i propri "ambienti". nota: se qui la parola "ambiente" sia al plurale o al singolare, ...fa tanta differenza da poterci riflettere su.

ruota organica

  geniale. Non so qual sia la storia di questa idea (sicuramente è stata una strada battutissima tra chi abbraccia simili carichi intellettivi), ma è sicuramente un geniale evento demiurgico. Oltretutto, se funzionasse e se dilagasse un prodotto come quello suggerito nel video, allora ci si ritroverebbe con delle nuove immagini mentali da associare alla "barriera architettonica" . Evento strategico oltre all'evento demiurgico.

un post IN

  trovo che in società si favorisca troppo l'associazione ideale tra "Arte" ed "elite"...tende a diventare una "associazione di idee" automatica -di tipo inconsapevole, addirittura. In questo modo si finisce per assumere "l'Arte" come fatto "esclusivo" -di qualcuno ma non di tutti! Come fatto "curioso ma non quotidiano". Una società che ha espulso le arti, dimentica gli artisti. Ma questo è solo un sintomo del deficit in autostima -della collettività. Opere di Architettura, e di Pittura, Scultura...devono fare parte dei nostri ambienti come cose normali e non come cose che devono essere protette, elogiate, turlupinate e riverite!

appuntimetartist

 il desiderio di "astrattismo" - in pittura, è in risonanza con un certo atto musicale che rinuncia al ritmo e al motivo. Motivo e ritmo sono nomi sintetici delle costanti di musicalità come la figurazione è la costante che affiora da ogni pittoricità. Questo afflato di negazione, sia in Musica che in  Pittura, ha condotto -in un caso, agli accattivanti accadimenti musicali che in molte culture si riconoscono apertamente (ad es.: canti pseudo-istintivi privi di ausilio melodico e ritmico; strumenti suonati per assaporarne il suono saziandosi d'esso e non d'altro; etc.) -nell'altro caso, alle paradossali pretese di rinnegare la figurazione, ma in un modo che "superasse" i già conosciuti modi di farlo. Si è data -in storia- una notevole importanza a questa teorizzazione critica -e non ne meritava tanta; mentre le concezioni musicali che riducono l'importanza di ritmo e motivo, sono -come già erano- o integrate nella spontaneità o esposte come particola...