c'è un filosofo-personaggio del 900 che evidenzia un passaggio storico di calibro antropologico, osservando che da una certa epoca in poi troviamo i testi sacri e le pietre miliari della cultura d'oggi -tutti in una fioritura relativamente simultanea; mentre prima di tale epoca questi dispositivi erano omogeneamente assenti. chi era? ----io parlo dell'arte, che non ha una storia evolutiva e devo distinguere ciò dall'arte che ha un chiaro percorso evolutivo -ma le coordinate cronistoriche dei suoi passaggi evolutivi non tangono le epoche normalmente prese in oggetto dalla storiografia, essendo piuttosto di ambito biologico e non di ambito culturale-comportamentale.
La reazione della psiche sociale al rapporto con l'intelligenza artificiale (cioè con l'innovativo dispositivo intellettivo: I.A.). Dal "complesso del creatore" al "complesso dell'alieno" ...son tutti qui i complessi della psiche sociale, verso la sua "intelligenza artificiale"? ovviamente no, ma comunque sembrano tutti essi prevedibili e (soprattutto) ben noti. Alcuni sono noti solo "sotto-coscienza" -ovvero al di sotto della coscienza "collettiva" ordinaria (se si volesse cercare la coscienza collettiva, la si troverebbe più o meno dove si trova anche la "cultura", pur essendone maggiore). L'accezione comune del concetto di "intelligenza artificiale", che si compie in questi "complessi", mostra il valore feticistico sintetizzato nella mediatica sigla "I.A. // A.I.". sottopongo questo passo scritto alla intellezione d'un GPT, dove affiora che -di fatto- un generico feticcio...
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